Come sopravvivere alla crisi, rinnovando il parco auto (a costo zero)
Sfogliando i giornali, si è investiti da vagonate di pubblicità di auto. Per lo più, nuovi modelli di vetture di piccola e media cilindrata che risparmiano nei consumi. Ma anche spot dei più disparati prodotti, dalla carta igienica agli pneumatici winter, dal caffé solubile ai supermercati, dalle banche alle assicurazioni. Dovunque, un assedio di offerte promozionali.
Ma in un momento di crisi così forte, perché le aziende investono tanto in pubblicità?
I guru della comunicazione insegnano che la pubblicità va fatta, soprattutto in periodo di crisi, per stimolare la gente a comprare. Le grandi aziende lo sanno bene e investono forte. Per loro, la crisi è spesso un’opportunità di eliminare le piccole imprese, che “rubano” nicchie di mercato.
Diverso è invece l’atteggiamento delle piccole e medie imprese nei riguardi della pubblicità. La maggior parte di loro decide di tagliare i costi di promozione, sperando di contenere le spese. Ma è un errore. Perdendo di vista il loro brand, il pubblico non compra i loro prodotti, e lo spauracchio della chiusura si avvicina pericolosamente. Quelle invece – e sono le più lungimiranti – che decidono di investire in comunicazione, sono costrette a ridurre altre spese. A cominciare dalle auto aziendali, il cui rinnovo viene spesso rimandato a tempi migliori.
Anche i pochi fortunati che quest’anno sono riusciti a fare fatturato, finiscono per adottare una pericolosa strategia di cautela: mettere da parte i guadagni per fronteggiare eventuali difficoltà future. Non ri – investendo, finiscono però per devolvere al fisco gran parte degli introiti.
Le cifre di ottobre 2010 sono impietose: meno 30% di auto vendute rispetto allo stesso periodo del 2009, pur con un incremento del PIL dell’1%.
Come fare, dunque, per uscire dalla crisi?
Una soluzione, pratica ed efficace, arriva da una società di noleggio auto bolognese, la F.P. srl, che ha messo a punto un ingegnoso strumento di business: il 200xcento.Com. Si tratta di un prodotto che abbina pubblicità e automobili. Nato otto anni fa, oggi è a misura di aziende e professionisti.
In cosa consiste e perché è questo il momento di sottoscriverlo?
Il 200xcento è un contratto per la fornitura di servizi promozionali e di formazione ad alto ritorno manageriale. I servizi includono lo studio ed il lancio di un brand con eventi di carattere locale o nazionale - a seconda dell’esigenza del cliente -, campagne mirate di web marketing o su riviste specializzate e web radio e partecipazione a convegni, workshop e fiere. L’azienda che lo sottoscrive riceve gratuitamente una vettura di valore corrispondente all’investimento pubblicitario. E – questa la parte innovativa- , al termine del contratto (uno o due anni dalla sottoscrizione) l’impresa potrà esercitare il diritto di opzione all’acquisto della vettura, per sé o terzi, ad un prezzo concordato che non supera un quinto del valore da nuovo. Unico obbligo per il sottoscrittore: l’impegno a mantenere sull’auto in comodato gratuito (generalmente, nel lunotto posteriore) le vetrofanie pubblicitarie fornite da FP.
Il 200xcento è uno strumento aziendale con molti vantaggi anche dal punto di vista fiscale: le fatture emesse come fornitura di servizi promozionali e formativi sono totalmente detraibili e deducibili, con immediati risparmi sul bilancio di fine anno.
Con il 200xcento, l’auto aziendale non è più un costo puro. Essendo intestata ad una società di noleggio, l’auto non figura tra i cespiti soggetti agli studi di settore dell’impresa. (condizione molto vantaggiosa per chi sottoscrive i contratti Sponsor con investimenti dai 70mila euro in su). Chi ha acquistato in passato auto sportive o di grossa cilindrata, ha conosciuto la spiacevole sensazione del “sorvegliato speciale” da parte della polizia stradale e, sicuramente, apprezzerà questa opportunità.
Se poi, al termine del contratto, l’auto viene acquistata per terzi, si eliminano tutti i costi accessori di una successiva vendita di un’auto aziendale. Ulteriori informazioni sul sito www.200xCento.com
Giuliano Latuga
(tratto da IM n.96 di dicembre 2010)