Il fisco

Come funziona legalmente?

SPESE DI PUBBLICITÀ - qual è il trattamento tributario?

(tratto dal sito Fisco e Tasse)

Il diverso trattamento tributario di queste spese è indicato all’art. 108 comma 2 TUIR:

  • Le spese di pubblicità e di propaganda sono deducibili nell’esercizio in cui sono state sostenute o in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi.
  • Le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento,  se rispondono a requisiti di inerenza e congruità che  che il DM 19/11/2008 ha stabilito entro un limite determinato in misura percentuale variabile in relazione all’ammontare dei ricavi. Tale limite è del 1,3% per i ricavi fino a  10 milioni; 0,5% sulla parte eccedente 10 milioni fino a 50 milioni; 0,1 % sulla parte eccedente 50 milioni.

SPESE DI SPONSORIZZAZIONE - qual è il trattamento tributario?

(tratto dal sito Commercialista Telematico)

Secondo orientamenti condivisi sia dalla dottrina che dall’amministrazione finanziaria, alle spese di sponsorizzazione viene riconosciuta natura di spese di pubblicità e pertanto viene prevista la integrale deducibilità.

E la detta presunzione assoluta sulla natura di spese di pubblicità è stata introdotta dal legislatore tributario per gli importi corrisposti dalle imprese alle società ed associazioni sportive dilettantistiche fino al limite di 200 mila euro (Cfr. art. 90, comma 8, legge n. 289/2002).

È appena il caso di evidenziare che tra l’impresa sponsor e le società ed associazioni sportive dilettantistiche, si rende necessario stipulare un contratto scritto con l’indicazione delle clausole in ordine agli obblighi derivanti alle parti, con particolare riferimento alle modalità e termini per le prestazioni volte alla pubblicizzazione dei dati dello sponsor (logo o marchio).

SPESE DI FORMAZIONE - qual è il trattamento tributario?

(tratto dal sito Commercialista Telematico)

Tesi contrastanti rispetto a quella del Fisco vengono già dalla giurisprudenza di legittimità.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3871/2002 ha affermato che è facoltà dell’imprenditore scegliere se dedurre il costo in un unico esercizio o se frazionarne la deduzione, fino ad un massimo di quattro esercizi; in questo – continua la sentenza – non ha importanza la distinzione tra costi diretti al miglioramento dell’organizzazione aziendale e quelli miranti all’accrescimento della professionalità delle persone che in essa collaborano.

La stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5193/2000, nonché anche con quella n. 3413/2002, aveva in linea di massima già esposto il proprio orientamento, affermando che le spese per l’aggiornamento professionale di cui trattasi rientrano fra “le spese relative a studi” di cui all’articolo 108 Tuir e ne seguono il relativo trattamento fiscale.

Secondo la Corte, infatti, le spese per l’aggiornamento professionale dell’imprenditore e dei suoi dipendenti vanno comprese in detta previsione, considerato che l’ampiezza letterale e logica del riferimento agli “studi” non può non abbracciare tutti gli esborsi finalizzati al potenziamento dell’impresa per il tramite di energie intellettuali, senza distinguere a seconda che l’attività di studio riguardi il miglioramento dell’organizzazione aziendale ovvero la competenza delle persone che in essa collaborano.